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Il borgo di Cisternino, poesia del Sud nella splendida Valle d’Itria

Il candore dei vicoli di Cisternino è il suo elemento caratterizzante. Ci troviamo in uno dei borghi più belli d’italia, certificato con la bandiera arancione del Touring Club.

Camminare sulla pavimentazione in pietra tra le viette e i sottopassi di Cisternino, e alzare gli occhi ammirando il contrasto del bianco con l’azzurro del cielo.

Cortile tra i vicoli di Cisternino
Cortile tra i vicoli di Cisternino

Capita così di ritrovarsi alla fine di una via in un cortile chiuso. Una sorta di luogo di aggregazione, uno spazio in cui i cistranesi si ritrovano per condividere la giornata. Quasi la prosecuzione dello spazio interno della casa, con le scalinate ornate da piante e fiori: una sorta di salotto all’aperto.

Cisternino nasce come città medievale. Delle torri presenti lungo la cinta muraria, se ne sono conservate solamente due di pianta circolare. Le torri quadrate sono invece state inglobate nelle strutture delle abitazioni.

Al centro storico della città di si accede da due porte. La porta piccènne (porta piccola che ha mantenuto il nome dialettale) e la porta grande. La porta grande in realtà non esiste più, occorre immaginarla come congiunzione tra la torre normanna e la Chiesa Madre. Il borgo era poi attraversato dalla strada centrale decumana.

Piazza Vittorio Emanuele, su cui spicca la torre neoclassica con l’orologio. è la piazza centrale di Cisternino.

Unica Valle d_Itria - Cisternino-1

Passeggiando tra i bianchi vicoli si può notare la presenza di numerosi archetti rampanti. Il borgo infatti, nel 1700, ha uno sviluppo verticale e questi elementi venivano posizionati tra i vari edifici per rafforzarne la struttura.

I due monumenti principali.

Torre normanno sveva.

Fu edificata intorno al XI secolo ed è alta 18 metri. Venne poi rimaneggiata più volte perché la struttura interna in legno, come spesso capitava in passato, subì vari incendi.

La parte destra fu aggiunta successivamente per permettere l’accesso.

Sulla torre si erge la statua di San Nicola benedicente, con lo sguardo rivolto verso il Mar Ionio.

Porta Grande - Cisternino
Porta Grande – Cisternino

Chiesa di San Nicola.

E’ la Chiesa Madre di Cisternino. La facciata che vediamo, in stile neoclassico, sostituisce la precedente in stile tardo romanico.

All’interno ci sono ancora i tetti in legno come da impostazione originale.

Madonna del Cardellino
Madonna del Cardellino

Nella navata destra della chiesa troviamo la Madonna del Cardellino,  opera del 1517 di Stefano di Putignano. Purtroppo con il restauro è andata persa la policromia della scultura, caratteristica delle opere di questo artista. La Madonna è inserita in una cornice scolpita in pietra calcarea locale, riportante  anche lo stemma della famiglia che commissionò l’opera.

Mangiare a Cisternino.

Le bombette.

Le macellerie di Cisternino sono una tappa obbligata durante la visita alla città.

Si tratta di bracerie dove entrare e scegliere la carne che poi viene preparata con una cottura particolare: la cottura al fornello.

Le bombette sono degli involtini di carne, che vengono infilzati in degli spiedini, e che possono essere preparati in vari modi. Sono fatti di carne di maiale ripiena di formaggio e impanate, poi ci sono altre varianti con scamorza affumicata, mortadella, ecc

Questi spiedini vengono messi verticalmente all’interno di un fornello tipo quello usato per cuocere la pizza. In tal modo la carne si cuoce col calore all’interno del forno, ne risulta uno una cottura più lenta ma più saporita. Il grasso della carne così non va sui carboni ma sulla carne, insaporendola e rendendola morbida e genuina.

Ristorante Le Chicche di Zia Rosa.

Ristorante storico nel centro di Cisternino dove assaporare la cucina tipica. Qui troverete una accoglienza ottima e le prelibatezze del territorio.

Assolutamente da provare le bombette. Ma attenzione: creano dipendenza.

Frantolio D’Amico.

E’ un’azienda agricola biologica a conduzione familiare che produce olio dal 1917. Le olive vengono raccolte manualmente da circa 6000 piante da Ottobre a Novembre, e lavorate entro 12 ore dalla raccolta. Questo permette di ottenere un olio con una acidità molto bassa, e quindi un olio più ricco di vitamine e poli-fenoli antiossidanti.
Per estrarre l’olio vengono utilizzati due metodi di estrazione, entrambi a freddo: per pressione e tramite centrifugazione.

Il frantoio si trova in una location molto caratteristica immersa tra i trulli, il posto ideale per degustare i prodotti del frantoio. Disponibile anche un piccolo shop in cui è possibile acquistare prodotti a base di olio extravergine.

 Testo e foto di Nadia Giammarco

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