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L’assicurazione sospendibile

il blog di Kiddo

Invidio tantissimo chi riesce a lasciare la moto ferma per ‘inverno. Ho amici che al primo di ottobre anche se ci sono 25 gradi e un sole meraviglioso lavano tutto meticolosamente, staccano la batteria e lasciano riposare l’amata compagna sotto una coperta fino al 31 marzo. Ovviamente risparmiano un botto sull’assicurazione sospendendola: un’annualità dura così 24 mesi.

Io ho l’immensa fortuna di possedere due moto, delle quali una che uso tutto l’anno anche per lavoro e quindi con assicurazione normale, mentre l’altra ha finalità indiscutibilmente più ludiche, e quindi con assicurazione sospendibile. Facendo un rapido calcolo, se si considera un premio annuale di 500 € circa, ogni mese costerà circa 40 € al mese. Sospendendo l’assicurazione due mesi (il minimo) si risparmiano circa 80 €, 3 mesi 120 e così via.
Il mio grossissimo problema è che senza moto (anche la seconda) non so stare! Se capita una domenica di bel tempo e non posso prendere la belva da piega per andare a dondolarmi sul Passo del Giogo o sul Muraglione entro in paranoia! Il sacrificio è per me insostenibile, e siccome penso di aver risparmiato sull’assicurazione (ben 80 € in due mesi!!) mi dico che, beh, con una parte di quei soldi potrei prendermi una pit bike. Niente assicurazioni, bolli, dichiarazioni dei redditi e magari la usa anche mio figlio (cazzata, sta finendo Assassin Creed e di bilanciare gas e frizione vestito come un cavaliere medievale plastificato neanche ci pensa). Quindi eccomi a spendere per lo più quello che risparmierei a sospendere l’assicurazione per un anno, aspettando che smetta di diluviare perché il campo accanto a casa sembra una palude di fango.
Ma le giornate in autunno sono lunghe, e vedere la moto ferma in garage mi porta ad un pensiero ancora più drammatico: non la uso! Attenzione, questo è il processo mentale devastante che chiunque abbia un motociclista in casa più riconoscere con facilità, e porta a conseguenze drammatiche per qualsiasi bilancio familiare. Le conseguenze sono sempre le stesse: decido di venderla, oppure, mossa dettata dalla crisi economica, la scambio! Giro per concessionari esasperati da richieste assurde di permute impossibili, oppure metto centinaia di annunci. Passo serate intere a vedere gli annunci degli altri (una vera e propria malattia, sono un visitatore di annunci compulsivo!!!), spesso chiamo per sapere se interessa una permuta o vado addirittura a vedere la moto di altri, iper curiosità, mentre valuto ogni possibile offerta di chi è interessato alla mia, anche la più scandalosa. Un ragazzo di Arezzo mi porta la sua Aprilia una domenica mattina mentre diluvia (questo più malato di me) sperando di scambiarla con la mia. Dopo una mattinata passata a smadonnare, la sua neanche si accende e batte mesto mesto in ritirata per le due ore di autostrada che gli ci vogliono per tornare a casa. Una vittima della stessa malattia.
Finalmente, siccome penso che non uso la moto perché è un modello difficile da sfruttare, trovo una convenientissima permuta con un ferro che ha cinque anni più della mia, con una ridicola differenza di qualche migliaio di euro. A casa indoro la pillola, dico che comunque con quello che ho risparmiato sull’assicurazione posso permettermi questo ed altro, che evidentemente non usandola è inutile tenere quella moto.
Il bilancio finale è drammatico. Con quello che ho speso per la pit, di tempo e gasolio per andare a giro e di differenza con un mezzo totalmente alieno avrei pagato l’assicurazione per una dozzina di anni. Però dai, questa la suo, anzi non aspetto neanche i due mesi minimi della sospensione e la riattivo, ho troppo voglia di provarla. Infilo casco e tuta, e sto per uscire quando mia moglie mi ferma sulle scale per il garage come un carabiniere. “Ma dove cavolo credi di andare? Non lo vedi che fuori ci sono 30 centimetri di neve?”

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