Home / Blog / Interviste dei piloti, istruzioni per l’uso. Ovvero: servizio traduzioni

Interviste dei piloti, istruzioni per l’uso. Ovvero: servizio traduzioni

Tra gli indiscussi meriti di Valentino Rossi c’è anche quello di non essere mai stato (troppo) banale nelle interviste dei piloti, perlomeno ha sempre parlato un linguaggio (abbastanza) chiaro. Spesso invece serve un traduttore.

Con le interviste dei piloti a fine gara tutto sommato è facile, quello che ha vinto ha ancora in corpo più adrenalina che grappa un reduce al raduno degli Alpini, sorride a tutti fossero anche ispettori della Finanza, e ringrazia la squadra “per l’ottimo lavoro svolto” anche se in realtà vorrebbe andare nei box degli avversari uno per uno e urlare in mondovisione “Tiè! Vi ho fatto un culo così!”. Soprattutto se è uno dato per bollito da tempo.

Quelli arrivati dietro invece accampano qualche giustificazione per la paga presa, il chattering, le gomme finite, le macchie solari. Oppure se sono degli outsider podisti per caso (nel senso del podio) esultano come il vincitore parlando di “grandissima prestazione”, ma nel fumetto sopra la testa gli si legge chiaramente “Me ne son caduti dieci davanti sennò ero merdesimo anch’oggi, ma chissenefrega, intanto sul libro d’oro ci va il mio nome!”

Le interviste dei piloti, istruzioni per l'uso
Le interviste dei piloti, istruzioni per l’uso

Il vero problema di interpretazione delle interviste dei piloti lo si ha durante le prove, oppure a inizio stagione quando le dichiarazioni sono giocoforza misurate, non fosse altro per non esporsi a gigantesche figure marroni. Per esempio dopo i recenti test con le nuove moto, in molti casi anche con nuove squadre, in vista del prossimo anno.

“Sono caduto due volte, ma le sensazioni sono buone”
“’Sto trabiccolo non sta in strada, io mica posso rischiare la vita ogni curva”

“C’è ancora molto da lavorare”
“Questa non è una moto, è un cancello!”

“Dobbiamo migliorare un paio di aspetti e siamo al livello dei migliori”
“Nulla da fare, quello va sempre più forte, accident’a lui!”

“Anche se siamo davanti in Giappone devono lavorare, che gli altri si stanno avvicinando”
“Che palle, vinco con una mano sola ma devo far finta di impegnarmi. Quasi quasi l’anno prossimo firmo per Ducati”

“Finalmente il motore è migliorato! Adesso posso guidare come so”
“Sono due anni che dico di fare così e cosà, ma gli ingegneri continuavano ad ascoltare quel vecchietto”

“Finalmente il motore è migliorato! Adesso posso guidare come so”
“Sono due anni che dico di fare così e cosà, ma gli ingegneri continuavano ad ascoltare quello sbarbatello”

“Abbiamo ancora qualche problemino da risolvere ma c’è un buon potenziale”
“Forse se rifanno da capo motore telaio e sospensioni nei primi dieci ci entriamo. Forse”

“Non sono ancora a posto, ho preferito non forzare”
“O madre de dios, questa è ancora peggio dell’altra, speriamo almeno che per avere un serbatoio non ci vogliano due anni”

“Abbiamo fatto una modifica ma non ha funzionato”
“Mentre mi infilavo il casco ho dato una gomitata alla centralina ed è andato tutto in tilt”

“Alla prima curva ho avuto un problema ai freni e ho fatto strike, peccato perché potevamo fare bene”
“Oh io c’ho provato a passarli tutti alla prima staccata!”

“Dovrò modificare il mio stile di guida”
“Ma chi me l’ha fatto fare di cambiare moto!? Ah già, l’ingaggio”

“E’ sempre uno stimolo avere un compagno di squadra forte”
“@#*%§**&£#!@”

“Sì cioè… la gestione elettronica, insomma… il software no? la strategia delle mappature… boh”
“Eran tanto comode le vitine sui carburatori, se volevo smanettare coi computer stavo a casa a leggere le scemenze su moto-ontheroad, mica facevo il meccanico!”

 

Check Also

La moto dei sogni, ovvero: la moto che non c’è

Due o tre consigli, assolutamente non richiesti, alle Case. Pensieri a voce alta scaturiti di fronte a un bicchiere di rosso. Anche due o tre diciamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *